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“Adesso è il tempo di pensare a restituire ai miei concittadini, provati da questi eventi, la serenità e la forza di andare avanti. In primis la dignità di potere avere una casa dove vivere e crescere i loro figli”. E’ un passaggio della lettera inviata al premier Mario Draghi dal sindaco di Ravanusa Carmelo D’Angelo, a un mese esatto dall’esplosione che lo scorso 11 dicembre ha seminato morte e devastazione in un intero quartiere della cittadina dell’Agrigentino. Nove le vittime in tutto, 10 con Samuele, il bimbo che sarebbe dovuto nascere qualche giorno dopo la tragedia. Nella missiva il primo cittadino rinnova “la stima e il più grande sentimento di ringraziamento per l’impegno profuso dal suo Governo, per il tempestivo aiuto nelle ore immediatamente successive al crollo e per la vicinanza delle Istituzioni”, testimoniata sottolinea dall’intervento del capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, nel luogo della deflagrazione a poche ore dall’esplosione, e dalla presenza del ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini ai funerali delle vittime. Questa vicenda ha segnato per sempre la storia di Ravanusa e suscitato grande emozione e solidarietà in tutto il Paese”. Il sindaco D’Angelo ha ringraziato i carabinieri e i vigili del fuoco, per “l’impegno, il coraggio, la temerarietà, la dedizione e lo spirito di servizio mostrati nella ricerca dei dispersi”, ma anche la Protezione civile, il prefetto e il questore di Agrigento, la Polizia di Stato, la Guardia di finanza, la Polizia locale, i sindaci, il personale medico, gli infermieri, gli psicologi e “tutte quelle persone che hanno prestato un immediato soccorso e che hanno dato lustro a una intera nazione”. La speranza è che le Istituzioni continuino a stare accanto a una comunità ferita.