pullaraL’avvicinarsi della scadenza del mandato o forse l’avvicinarsi della campagna elettorale fa galoppare l’assessore Razza.

” Allo sciogliersi della neve si vedono i buchi. La situazione in provincia di Agrigento sembra divenuta improvvisamente allarmante con numeri di contagiati fuori controllo.
Il grido unanime delle istituzioni concernenti l’incremento del numero dei contagi nella provincia di Agrigento non lascia assolutamente tranquilli né ci sorprende. Stando alle ultime notizie riportate dai media le postazioni intensive dei nosocomi della provincia agrigentina risultano, addirittura, quasi esaurite – afferma preoccupato l’On. Pullara, vicepresidente della Commissione Sanità all’ARS.
Lo gridiamo da mesi, talvolta ricevendo accuse sia da parte dei media locali che da chi miope della situazione ci accusa che facciamo troppi comunicati per prenderci la scena. Dott. Zappia, non è questione di alzare la voce, né di rumori assordanti creati da comunicati quotidiani perché il vero bene da tutelare è quello della salute e della vita dei cittadini.
Non è possibile sentire il grido unanime delle istituzioni solo a fine marzo nel pieno della terza ondata quando i numeri sono preoccupanti.
Il ruolo delle istituzioni è quello di prevenire prima ancora di curare o cercare risolvere le emergenze inevitabili. I ritardi della consegna dei lavori dei posti letti di terapia intensiva dell’ospedale di Ribera, la mancanza di personale, nonché delle apposite procedure selettive, i tamponi esauriti senza avere per tempo provveduto alla rifornitura sono solo alcuni esempi della mala gestio della direzione dell’ASP di Agrigento.
Una situazione ormai allarmante che pone l’agrigentino come la terza provincia siciliana in termini di contagio sull’emergenza sanitaria Covid. È ormai tardi per gridare al lupo al lupo.
Chiedo quindi – conclude Pullara – che il Prefetto ed il Presidente della Regione intervengano con durezza sulla pessima gestione della sanità agrigentina, a partire dai colpevoli ritardi, assumendo le decisioni necessarie senza guardare ad equilibri politici ma solo alla salute, quale bene primario.”