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Riceviamo e pubblichiamo lettera, a firma del Comitato Civico 2021, inviata anche all’Autorita’ Nazionale anticorruzione:

“Questo Comitato Civico 2021 ha più volte sollecitato delle risposte in ordine alla legittimità dell’operato del responsabile dell’ufficio ambiente in ordine al conferimento dei rifiuti presso impianti privati senza regolare gara di appalto. Per ultimo si legge all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale diverse proposte di deliberazione che hanno come oggetto pagamento di debiti fuori bilancio a favore di aziende private dove vengono conferiti i rifiuti. Abbiamo effettuato una ricerca molto dettagliata a partire dall’ottobre 2018 e non sembra che vi siano provvedimenti tipo ordinanze, emanate sia dal presidente della Regione che del Sindaco, per il ricorso ad una speciale forma di gestione dei rifiuti questo perché da quella data in Sicilia si è ripreso il percorso della ordinarietà nella gestione dei rifiuti. Abbiamo fatto esaminare a dei nostri esperti l’eventuale possibilità di deroga al T.U. sugli appalti ex D.lgs. n° 50/2016 per il settore rifiuti e non sembra che allo stato in assenza del dichiarato stato di emergenza vi possano essere deroghe. Peraltro leggiamo in tutte le determinazioni emanate dal responsabile della posizione organizzativa n° 6 “ viste le ordinanze del presidente della Regione” ordinanze che dall’ottobre 2018 ad oggi non esistono. Da considerare che i conferimenti riteniamo che superano i 2.000.000,00 di euro , peraltro risulta che i rifiuti indifferenziati vengono conferiti ad un impianto di trattamento intermedio il costo a tonnellata è notevolmente superiore al costo che potrebbe essere pagato alla discarica finale. Un’altra “eclatante “anomalia che emerge dal contesto delle determinazioni, è che il conferimento del rifiuto indifferenziato viene conferito all’impianto intermedio con la giustificazione che si tratta di rifiuti indifferenziato derivante dalla raccolta differenziata. Se consideriamo che mediamente il comune ricava il 30% di raccolta differenziata si deduce che l’indifferenziata è il 70% , è incredibile pensare che il 30% di raccolta differenziata produca il 70% di rifiuto indifferenziato, quindi è logico avere delle perplessità sulla regolarità della gestione. Alla luce delle predette considerazioni questo Comitato ha ripetutamente chiesto al Sindaco, al Segretario Generale, nella sua duplice veste di dirigente del settore rifiuti e responsabile della legalità e Trasparenza, e ai revisori dei Conti di riferire, ai sensi dell’art. 3 del D.lgs 33/2013, se il conferimento in impianti privati , che non sono impianti finali, senza preventiva gara di appalto e con accordo in trattativa privata corrisponde al principio di legalità, senza avere mai alcuna risposta, addirittura il Segretario Generale ha risposto con una nota in modo infastidito e con tono beffardo, trasmettendo delle icone scaricate da internet. Questo Comitato si è , altresì, permesso di informare questa spettabile AUTORITA, in ossequio al principio del controllo generalizzato e della collaborazione tra Cittadini e organi di controllo, su quello che avviene nel Comune di Canicattì , come sembra, senza alcun risultato, anche se la segnalazione potrebbe essere irrilevante stante che attraverso il codice CIG codesta autorità potrebbe essere cosciente di ciò che avviene. Stando ai fatti è molto probabile che anche nel generare il codice CIG ci possano essere delle anomalie. Oggi chiediamo a codesta Spettabile AUTORITA’, poiché Ente pubblico, ai sensi e per gli effetti degli art. 3 e 5 del d.lgs 33/2013, di avere copia di tutti i provvedimenti adottati nei confronti del Comune di Canicattì, e, in ordine al diritto di informazione, chiediamo di conoscere se la pratica adottata dal Comune di Canicattì nell’affidare servizi ad imprese private nel settore rifiuti per milioni di euro senza gara ed a trattativa privata rientri nel concetto di legalità oppure no.”