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Ripartono le trivellazioni petrolifere nel sottosuolo ed in mare. “Mentre l’Europa chiede di ridurre le emissioni di Co2 del 55% entro il 2030, -scrive in una nota il responsabile dell’associazione Mareamico Claudio Lombardo-lo Stato italiano supporta con 18 miliardi di euro l’anno le estrazioni fossili altamente inquinanti, anzichè virare sulle fonti energetiche alternative. Non bisogna dimenticare pure il rischio legato alle prospezioni/estrazioni di idrocarburi in aree sismicamente attive come lo stretto di Sicilia. Complimenti al Governo italiano per questa “ svista”! “