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“La chiusura dell’idrante di via Riesi a Licata e la non possibilita’ di non utilizzare l’idrante di contrada Cannavecchia per approvvigionare con autobotti autorizzate le utenze non servite dall’acquedotto comunale rappresenta una interruzione di pubblico servizio”. Lo sostengono il Consiglieri Comunali Martina Farruggio, Angelo Iacona e Domenico Sambito del gruppo” Impegno Primario” che hanno presentanto una interrogazione scritta al Sindaco di Licata e al Presidente del Consiglio nella quale chiedono di riconsiderare la direttiva ricercando altre soluzioni per evitare i furti di acqua. “La risoluzione ONU del 28 luglio 2010 -scrivono i tre consiglieri comunali-dichiara per la prima volta nella storia il diritto all’acqua “un diritto umano universale e fondamentale”. A seguito di referendum del 2011, la Camera ha approvato la legge che definisce i princìpi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque riportando il tema all’interno dell’ordinamento europeo. Cuore della legge è la definizione dell’acqua come bene naturale e diritto umano universale. In quanto tale: “il diritto all’acqua potabile di qualità e ai servizi igienico-sanitari deve essere garantito senza interruzioni”Oggi, – aggiungono Farruggio,Iacona e Sambito-gli idranti in questione rappresentano il solo modo come approvvigionarsi per la fornitura di acqua potabile, a mezzo di autobotti private, gli ambiti territoriali sprovvisti di reti idriche comunali;la chiusura dell’idrante di Via Riesi e la non possibilità di utilizzare l’idrante di c/da Cannavecchia per approvvigionare con autobotti autorizzate le utenze non servite dall’acquedotto comunale, rappresenta una interruzione di pubblico servizio.Questa direttiva Sindacale non affronta il problema per come merita di essere affrontato al fine di garantire comunque un servizio e un bene primario alla cittadinanza. Si preferisce creare un enorme disagio a quella fascia di cittadinanza che non ha la possibilità di allacciarsi alla rete idrica comunale (fabbricati non servite dalla rete idrica pubblica poiché fuori dalla cintura urbana) e non offrendo nessuna soluzione alternativa.Razionalizzare la spesa corrente, significa avere la capacità di garantire, comunque i servizi essenziali riducendone i costi e mantenendoli entro determinati livelli, non negoziando la qualità e la quantità di beni essenziali come l’acqua potabile”. Pertanto, i tre consiglieri comunali del gruppo “Impegno Primario” chiedono al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale se non ritengano cosa buona e giusta riconsiderare la direttiva, ricercando altre soluzioni per evitare i furti di acqua e prevedendo comunque la possibilità di garantire alla propria cittadinanza, alle navi all’interno del porto, alle strutture balneari ed a tutte quelle realtà commerciali ricadenti in quella fascia di territorio non serviti dall’acquedotto comunale un bene essenziale come l’acqua potabile?